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Il trionfo dell'aerodinamica

Compaiono negli anni Trenta le prime automobili studiate nella galleria del vento per ridurre la resistenza aerodinamica, migliorando così prestazioni e consumi. Pionieri di questa innovazione la Casa americana e quella italiana

Lun 25 settembre 2017


Gli anni Trenta vedono un balzo in avanti dell'aviazione. La ricerca aerodinamica per raggiungere maggiore velocità porta all'abbandono dei biplani per i monoplani, all'adozione di forme più affusolate e di accorgimenti come il carrello retrattile. I velivoli nascono nelle gallerie del vento. Le ricadute si vedono anche nei trasporti terrestri, con nuovi treni dalle forme affusolate, e persino nell'architettura e nel design con quel nuovo stile che verrà etichettato come "streamline". Cambia anche l'automobile, ma mentre la maggior parte dei costruttori si affida all'estro dei carrozzieri, c'è chi decide di affrontare il problema della resistenza dell'aria in modo meno empirico e più scientifico, rivolgendosi agli esperti di aerodinamica e alla galleria del vento. Chrysler in America e Lancia in Italia realizzano così due nuovi modelli che segneranno una svolta non solo nello stile, ma soprattutto nel modo di progettare le auto: la Airflow e l'Aprilia.

Prodotta a partire dal 1934, la Chrysler Airflow era nata con l'obiettivo di ottenere una migliore penetrazione dell'aria. La carrozzeria, perciò, venne messa a punto nella galleria del vento, senza tenere conto dell'estetica e dei gusti del pubblico. Il risultato fu un'auto difficile da definire bella, ma con molte soluzione che sarebbero state riprese negli anni successivi anche dai concorrenti: forme morbide, frontale arrotondato, proiettori non sporgenti ma incassati, ruote posteriori coperte.

Chrysler Airflow

Giudicata troppo rivoluzionaria, la Airflow non ebbe il successo della piccola Aprilia, l'ultima auto concepita sotto la direzione di Vincenzo Lancia. Il costruttore, infatti, fu stroncato da un infarto pochi giorni prima dell'avvio della produzione in serie, che sarebbe durata dall'inizio del 1937 sino al 1947. Concepita nella galleria del vento del Politecnico di Torino, l'Aprilia ha un Cx di 0,47: un record per l'epoca. Ma l'auto non è considerata innovativa soltanto per la forma della carrozzeria. Oltre alla scocca portante (ideata da Lancia e introdotta già nel 1922 con la Lambda), la piccola 1500 presenta le sospensioni a quattro ruote indipendenti, i freni posteriori in blocco con il differenziale e prestazioni eccellenti. Nei collaudi supera i 130 chilometri l'ora: velocità che Vincenzo Lancia ritiene eccessiva e che farà "limitare" a 125.

Lancia Aprilia



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