A A A

Chrysler alla conquista della spazio

L’azienda ha costruito i razzi che hanno fatto la storia dell’astronautica. Dal primo americano nello spazio al programma Apollo, sino alla prima missione congiunta Usa-Urss

Gio 30 marzo 2017


Non tutti sanno che Chrysler ha giocato un ruolo di primo piano nella conquista dello spazio. Lo ha fatto costruendo il razzo che ha messo in orbita il primo satellite artificiale americano, l’Explorer 1, e ancora quello che ha portato il primo americano nello spazio, Alan B. Shepard. Infine, con il primo stadio del Saturn 1B, ha contribuito al programma Apollo, alla stazione spaziale Skylab e alla missione congiunta russo-americana nel 1975.

Explorer 1

Tutto iniziò quando lo scienziato tedesco Werner von Braun progettò per l’esercito americano il missile Redstone, la cui costruzione fu affidata alla Chrysler. Von Braun all’epoca lavorava per i militari, ma pensava al volo spaziale. E a metà degli anni Cinquanta propose una versione modificata del Redstone, il Jupiter-C, capace di lanciare in orbita un satellite. La storia è nota. L’amministrazione Eisenhower bocciò la proposta di von Braun, annunciando che in occasione dell’anno geofisico internazionale gli Usa avrebbero messo in orbita un piccolo satellite artificiale con un razzo chiamato Vanguard. Poi le cose presero una piega diversa: il 4 ottobre 1957 i sovietici misero in orbita lo Sputnik 1, il lancio del Vanguard fu un flop clamoroso e al quel punto a Washington ci si ricordò di von Braun, che in poche settimane preparò e lanciò il Jupiter-C con l’Explorer 1. Un successo. Era il 31 gennaio 1958.

Affidabile al punto da meritarsi il soprannome “Old Reliable”, il Redstone costruito dalla Chrysler fu poi scelto dalla Nasa per i primi voli umani nello spazio. Il 5 maggio 1961 lanciò la capsula Mercury con a bordo Alan B. Shepard e, due mesi più tardi, quella di Virgil Grissom.

Con l’avvio del programma Apollo, che avrebbe portato l’uomo sulla Luna, alla Chrysler fu affidata la realizzazione del primo stadio del lanciatore Saturn 1B. Mettendo a frutto l’esperienza maturata con il Redstone, i tecnici Chrysler dello stabilimento di Michoud, vicino a New Orleans, misero insieme otto motori a razzo H-1 a cherosene e ossigeno liquido. Nel 1968 un Saturn 1B portò in orbita l’Apollo 7 con Schirra, Eisele e Cunningham nel volo di collaudo della nuova navicella spaziale. Sostituito dall’ancor più potente Saturn V nelle missioni lunari, il Saturn 1B tornò in servizio nel 1973 per lanciare gli equipaggi diretti al laboratorio orbitale Skylab. L’ultimo volo fu nel 1975 per la storica missione Apollo-Soyuz, che vide per la prima volta astronauti americani e cosmonauti sovietici insieme nello spazio.

In totale la Nasa lanciò nove Saturn 1B, di cui cinque con uomini a bordo, senza alcun inconveniente.


Abbiamo parlato di Chrysler, spazio, storia, tecnologia

Commenti

Scrivi il tuo commento

Inserisci il tuo nome ed indirizzo email per commentare

Invia

Compilando il campo "nome" o "e-mail" si acconsente a rendere pubblici i propri dati nella pagina dei commenti. I messaggi diffamatori, offensivi, razzisti e sessisti saranno eliminati.


Post correlati