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Fiat 125, la più amata da Giovanni Agnelli

Cinquant’anni fa veniva presentata una berlina media con finiture di classe e prestazioni sportive. Obiettivo: fare concorrenza all’Alfa Romeo. Fra i suoi estimatori anche l’Avvocato

Ven 4 agosto 2017


Negli anni Sessanta i ruoli erano chiari. Fiat produceva automobili robuste, affidabili, economiche. Lancia vetture eleganti, raffinate nella meccanica e rifinite con cura meticolosa. Alfa Romeo modelli sportivi, scattanti e veloci. Poi a Mirafiori qualcuno iniziò a scombinare le carte. Fra il 1966 e il 1967 apparvero una serie di Fiat sportive, dalla 124 Spider alle Dino, che dichiaravano la volontà di puntare a un mercato “premium”, come si direbbe oggi. E il 22 aprile 1967 fu presentata una berlina media dal carattere grintoso e con finiture di classe: la 125.

La nuova Fiat aveva nulla a che vedere con la paciosa 1500 che andava a sostituire. Era nata per fare concorrenza all’Alfa Romeo Giulia e, al pari di questa, sotto il cofano aveva un millesei a doppio albero a camme in testa. Un motore progettato da Aurelio Lampredi, mago della meccanica proveniente dalla Ferrari, che erogava inizialmente 90 cavalli, poi diventati 100 nella versione 125 S. Quanto bastava per spingere la berlina a 170 chilometri l’ora con un’accelerazione brillante.

Il salto di qualità era evidente anche dagli accessori disponibili: dai cerchi in lega al climatizzatore, sino al cambio automatico. Cose che oggi non fanno impressione, ma che cinquant’anni fa erano riservate alle auto più prestigiose.

In breve tempo la Fiat 125 conquistò un largo numero di estimatori. Fra questi, il presidente della Fiat Gianni Agnelli, che per molti anni non volle separarsi dalla sua 125 blu, targata TO A00000. Riuscirono a convincerlo, si dice, a fatica. Quando il modello era già fuori produzione da un pezzo.

Fiat 125



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