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Hemi, dagli aerei alle automobili

La storia del leggendario motore che equipaggia i modelli più potenti della gamma Chrysler, Dodge e Jeep. Ideata per il motore di un caccia, la camera di combustione emisferica ha rivoluzionato le quattro ruote

Lun 24 luglio 2017


Hemi: quattro lettere entrate nella leggenda. I motori contraddistinti da questo nome equipaggiano i modelli più potenti e veloci delle famiglie Chrysler e Dodge, questo lo sanno tutti. Non tutti conoscono, invece, che cosa significa Hemi e la storia che c'è dietro questi propulsori.

Hemi è la contrazione di hemispherical combustion chamber, cioè camera di combustione emisferica: un particolare disegno della testa del motore e del cilindro a forma di "cupola", che permette una migliore propagazione della fiamma nei motori ad elevato rapporto di compressione. Il primo motore Hemi costruito dalla Chrysler non era destinato a un'automobile, ma a un aereo: il leggendario caccia P47 Thunderbolt.

È il 1940 e Hitler minaccia, dopo la Polonia e la Francia, di invadere la Gran Bretagna. Contemporaneamente prosegue l'espansione dell'Impero giapponese in Cina e nel Pacifico. Gli Stati Uniti sono ancora in pace, ma ormai il pericolo è chiaro a tutti. Come è chiaro che gli aerei da caccia disponibili sono inferiori a quelli tedeschi e giapponesi. Si corre ai ripari, con nuovi progetti di velivoli e di propulsori. Anche i tecnici della Chrysler si mettono al lavoro e, invece, di seguire la strada del motore stellare raffreddato ad aria tipico dell'industria aeronautica americana, imboccano quella dei cilindri a V raffreddati a liquido. Come i Daimler Benz tedeschi e i Rolls Royce inglesi. Propulsori più complessi, delicati, ma che offrono il vantaggio di una sezione frontale ridotta. E, quindi, minore resistenza aerodinamica.

Nel frattempo, il 7 dicembre 1941 il Giappone attacca la flotta americana a Pearl Harbor e gli Stati Uniti si trovano in guerra. I primi mesi sono duri per i piloti, con macchine non all'altezza degli Zero giapponesi, così come dei Bf 109 e Fw 190 tedeschi. Poi le cose cambiano con l'arrivo dei nuovi caccia: i P38 Lightning, i P51 Mustang e il grosso Republic P47 Thunderbolt. Quest'ultimo è massiccio, pesante, ma grazie ai 2000 cavalli del poderoso radiale Pratt & Whitney R2800, sfiora i 700 chilometri l'ora e con le sue otto mitragliatrici da 50" può distruggere aerei, camion, locomotive, persino veicoli blindati.

Alla Chrysler, intanto, prende vita il nuovo motore XI-2220. È un 16 cilindri a V invertita di ben 34,6 litri, con una potenza di 2500 cavalli e la possibilità di raggiungere valori ancora più elevati. Viene montato su due P-47. I prototipi, contraddistinti dalla sigla XP47H, riescono a toccare i 784 chilometri l'ora, ma ormai la guerra volge al termine e il programma viene cancellato.

Fine della storia? No. Nel 1951 la Chrysler introduce sui suoi modelli di auto il nuovo otto cilindri Fire Power, con valvole in testa e rapporto alesaggio/corsa superquadro. Le camere di combustione emisferiche hanno lo stesso disegno di quelle del 16 cilindri aeronautico. È la prima versione di quello che dal 1964 diventerà universalmente noto come Hemi. E che nel corso degli anni mieterà record e successi in pista, oltre ad equipaggiare i modelli stradali più esclusivi. L'ultimo V8 Hemi, il più potente, è quello montato sulla Dodge Challenger SRT Demon, capace di erogare 840 cavalli e di spingere la supersportiva da zero a 100 in 2,3 secondi.

 

Il motore Hemi



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