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Laurea ad honorem per Marchionne

Proclamato dottore in Ingegneria meccatronica dall’Università di Trento. La laurea honoris causa gli è stata conferita «Per l’eccezionale professionalità, impegno ed efficacia nella gestione di diverse realtà industriali ai massimi livelli internazionali»

Mar 3 ottobre 2017


L’Università di Trento, su proposta del Dipartimento di Ingegneria Industriale, ha conferito a Sergio Marchionne la laurea honoris causa in Ingegneria meccatronica. Il titolo di dottore magistrale è frutto di una proposta che, come cita la delibera del Senato accademico: «Trova motivazione nell’eccezionale professionalità, impegno ed efficacia di Marchionne nella gestione di diverse realtà industriali ai massimi livelli internazionali. La sua carriera professionale è connotata da una chiara visione strategica, tempestività e indipendenza di decisione. Queste qualità, supportate da una profonda competenza tecnica, gli hanno permesso di affrontare e di gestire con successo trattative estremamente complesse, favorendo in tal modo il rilancio del settore automobilistico nazionale e, di conseguenza, l’innovazione e lo sviluppo nell’ambito dell’Ingegneria meccatronica».

Nella sua lectio, l'amministratore delgato di FCA ha lodato Trento come migliore Università pubblica in Italia per le attività di ricerca, l’amministrazione illuminata, che crede nell’innovazione e che investe per svilupparla definendola anche un esempio, quasi unico, di integrazione tra imprese, enti pubblici, fondazioni di ricerca e università.

Marchionne ha poi concentrato il suo intervento sui cambiamenti tecnologici più significativi che ci saranno nel prossimo futuro: i veicoli elettrici e le auto che si guidano da sole. «Noi, in FCA - ha detto il neodottore - stiamo lavorando su tutte le forme di auto elettrica: dagli ibridi leggeri a 48 volt, agli ibridi tradizionali, ai plug-in, ai sistemi totalmente elettrici. Ma forzare l’introduzione dell’elettrico su scala globale, senza prima risolvere il problema di come produrre l’energia da fonti pulite e rinnovabili, rappresenta una minaccia all’esistenza stessa del nostro pianeta. Quella dell’elettrico è un’operazione che va fatta senza imposizioni di legge e continuando nel frattempo a sfruttare i benefici delle altre tecnologie disponibili, in modo combinato. È certamente più utile concentrarsi sui miglioramenti dei motori tradizionali e lavorare alla diffusione di carburanti alternativi, soprattutto il metano, che per la sua origine e le sue qualità è oggi il più virtuoso e più pulito in termini di emissioni».

E sulla guida autonoma: «I benefici che possono derivare sono moltissimi: in termini di sicurezza, riduzione del traffico e potenziale azzeramento degli incidenti causati da errore umano, oltre ad un nuovo livello di indipendenza e di qualità della vita per le persone anziane e disabili». Due gli approcci citati da Marchionne: «Il primo, che potremmo chiamare “evoluzionista”, prevede uno sviluppo progressivo della tecnologia, attraverso cinque livelli successivi. L’altro, di tipo “rivoluzionario”, consiste invece lavorare da subito allo sviluppo di un sistema totalmente autonomo. Noi, in FCA, pensiamo che il giusto approccio sia a metà strada. Per questo, da una parte, stiamo lavorando sull’evoluzione delle tecnologie, per tappe successive; dall’altra, siamo impegnati in un progetto rivoluzionario sulla guida autonoma insieme a Google. Noi crediamo che la guida autonoma sarà una realtà nel giro di un decennio e che i sistemi avanzati di ausilio alla guida svolgeranno un ruolo cruciale nel preparare legislatori, consumatori e aziende per un mondo in cui il controllo dell’auto sarà passato nelle mani dell’auto stessa. L’insieme di queste due forze di innovazione – propulsione elettrica e guida autonoma – provocherà un cambio di paradigma totale, che è destinato a mutare il volto dei trasporti come lo abbiamo sempre inteso».



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