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L'ultimo titolo di Fangio

Cinque volte campione del mondo di Formula 1, il pilota argentino fu l'indiscusso protagonista dei gran premi degli anni Cinquanta. Vinse con Alfa Romeo, Mercedes, Ferrari e Maserati

Mer 18 ottobre 2017


Ogni decennio ha visto grandi sfide fra i campioni della Formula 1 e interminabili discussioni fra gli appassionati su chi fosse il migliore. Ma ci sono alcuni nomi che spiccano al di sopra di tutti gli altri. Negli anni Cinquanta il punto di riferimento, il pilota da battere si chiamava Juan Manuel Fangio.

L'ultimo titolo di Fangio

Sessant'anni fa, nel 1957, l'argentino vinse con la Maserati il suo quinto Campionato del Mondo e poi si ritirò dalle corse. Aveva 46 anni. Nella sua carriera partecipò a 52 Gran Premi, vincendone 24 (quasi un trionfo ogni due gare) e salendo 35 volte sul podio. Per ben 48 volte partì dalla prima fila. Un vero asso piglia tutto. 

Il primo titolo iridato Fangio lo conquistò nel 1951 (il secondo anno della Formula 1) al volante dell'Alfa Romeo Alfetta. Poi, dal 1954 al 1957, l'argentino dominò incontrastato. Nel 1954 vinse il mondiale con la Mercedes Benz, ma poiché la monoposto della Casa di Stoccarda non era ancora pronta all'inizio della stagione, corse le prime gare con una Maserati 250F. Nel 1955 conquistò il titolo nuovamente con la Mercedes e, l'anno successivo, con la Ferrari. Il rapporto fra Fangio ed Enzo Ferrari non fu facile e a fine stagione il corridore lasciò Maranello per viale Ciro Menotti, a Modena, sede della Maserati. Nel 1957 vinse per la quinta volta per la Casa del Tridente. Con la 250F, una delle monoposto più riuscite e longeve nella storia della Formula 1, partecipò a sette delle otto gare del Campionato, ottenendo quattro vittorie e due secondi posti. Diventando così, per la quinta volta, campione del mondo: un record che sarà battuto solo da Michael Schumacher.

Qual era il segreto di Fangio? Difficile dirlo, ma certamente alle straordinarie doti di guida ("Aveva uno stile pulito, sembrava andare più piano degli altri - raccontava un meccanico della Maserati - e invece il cronometro diceva che era più veloce") aggiungeva una meticolosa preparazione. Il giorno prima della gara percorreva la pista a piedi, osservando attentamente le condizioni dell'asfalto e memorizzando cose come la presenza di brecciolino o di macchie d'olio. Nulla lasciava al caso. Si sentiva parte della macchina. Una volta disse "Ho sempre pensato di essere parte dell'auto, come la biella e il pistone".

L'ultimo titolo di Fangio



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