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L'uomo più veloce del mondo

Il 23 ottobre 1934 il maresciallo pilota Francesco Agello stabilì il record mondiale di velocità alla media di oltre 709 chilometri l'ora. Il suo idrovolante Macchi Castoldi MC 72 era spinto da un motore Fiat a 24 cilindri

Lun 30 aprile 2018


In principio fu la Coppa Schneider. Erano i tempi eroici del volo e il miliardario francese Jaques Schneider finanziò una gara di velocità per idrovolanti con in palio una coppa e un premio di mille sterline. Il regolamento prevedeva che, dopo la prima edizione, la competizione si sarebbe ripetuta annualmente e il trofeo sarebbe passato al nuovo vincitore. Questo fino a che una nazione non avesse vinto per tre volte di seguito, aggiudicandosi la Coppa definitivamente.

La prima edizione, dominata da un francese, si svolse nel 1913, poi, dopo la lunga interruzione della guerra, la gara riprese nel 1919. E una cosa fu subito chiara: a contendersi il trofeo erano tre Paesi: Gran Bretagna, Stati Uniti e Italia, che da un'edizione all'altra si portavano via l'un l'altro il trofeo.

Per l'Italia fascista, desiderosa di guadagnare prestigio internazionale, i successi aviatori erano un importante biglietto da visita e il ministro dell'Aeronautica Italo Balbo, appassionato pilota, partecipava in prima persona a raid intercontinentali con decine di velivoli e organizzava record di enorme risonanza. Per vincere la Coppa Schneider, nel 1928 creò a Desenzano del Garda il Reparto Alta Velocità. Qui venivano selezionati e addestrati i piloti per gli "idrocorsa", come venivano chiamati gli idrovolanti da competizione. Una élite di aviatori che si fregiavano della leggendaria "V" rossa alata.

Nonostante diversi successi, nel 1931 gli inglesi riuscirono a vincere per la terza volta consecutiva il trofeo, concludendo l'epopea della Coppa Schneider. A questo punto gli italiani decisero di continuare ugualmente lo sviluppo del nuovo idrocorsa Macchi MC 72 con l'obiettivo di stabilire il record mondiale di velocità.

idrocorsa Macchi

Progettato da Mario Castoldi, l'MC 72 era un capolavoro d'ingegneria. E soprattutto poteva contare su un mostruoso motore Fiat AS.6: un propulsore a V di 24 cilindri, raffreddato a liquido, di oltre 50 litri di cilindrata. Sovralimentato con un compressore centrifugo, erogava 3.000 cavalli e azionava due eliche controrotanti.

Motore Fiat AS6

In aggiunta alla macchina, assolutamente eccezionale, il Reparto Alta Velocità aveva un altro asso nella manica. Il maresciallo Francesco Agello era un Nuvolari dell'aria, che alle eccezionali doti di pilota univa un fisico da fantino. Fatto apposta per il minuscolo abitacolo del Macchi.

Francesco Agello

Il 23 ottobre 1934 Agello sfrecciò sul lago di Garda lungo il percorso stabilito, registrando una velocità media di 709,202 chilometri l'ora. Divenne così l'uomo più veloce del mondo. Da allora l'aeronautica ha compiuto enormi progressi, ma il primato di Agello è tutt'ora imbattuto per la categoria idrovolanti con motore a scoppio. E, crediamo, lo resterà ancora a lungo.



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