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Quando vince Nuvolari

Alfa Romeo e Gran Premi: una storia lunga e ricca di allori. Dalle vittorie della P2 con Antonio Ascari e Gastone Brilli-Peri al lungo dominio della monoposto P3 nei primi anni Trenta. Vettura legata indissolubilmente al supercampione Tazio Nuvolari

Gio 28 dicembre 2017


La notizia del ritorno in Formula 1 del marchio Alfa Romeo ha destato sensazione. E non poteva essere diversamente, dal momento che la Casa del Biscione è già stata protagonista del massimo campionato, vincendo le prime due edizioni nel 1950 con Nino Farina e nel 1951 con Juan Manuel Fangio. Ma da sempre l'Alfa Romeo è legata alle corse. E, oltre a riportare innumerevoli vittorie in competizioni leggendarie come la Targa Florio, la Mille Miglia, la 24 Ore di Le Mans, ha dominato la scena dei Gran Premi negli anni Venti e Trenta.

 

AscariP2_1925

È il 1925 quando, grazie alle vittorie nei Grand Prix degli assi Antonio Ascari e  Gastone Brilli-Peri, l’Alfa Romeo P2 conquista il Campionato del Mondo Automobilistico, antenato dell’odierno Campionato Mondiale Costruttori. La vettura, equipaggiata con un otto cilindri in linea di due litri sovralimentato con un compressore Roots, è progettata da Vittorio Jano, tecnico di eccezionale valore "soffiato" alla Fiat da Enzo Ferrari, la cui scuderia con sede a Modena diventa in pratica il reparto corse dell’Alfa Romeo. Pilota di ottime qualità e, soprattutto, organizzatore formidabile, Ferrari è il deus ex machina dei successi della Casa milanese, fino al tempestoso divorzio nel 1939.

 

AlfaRomeoP3

I primi anni Trenta vedono le Alfa Romeo P3 (altro progetto di Jano) vincere a man bassa: 46 Gran Premi fra il 1932 e il 1935. Molti i grandi piloti al volante delle monoposto milanesi, ma uno svetta su tutti: Tazio Nuvolari. Mantovano, fisico da fantino: piccolo, minuto, un fascio di nervi e uno stile di guida incredibile. "Nessuno - scrisse Ferrari - accoppiava come lui una così elevata sensibilità della macchina e un coraggio quasi disumano".

 

TazioNuvolari 1935

Il dominio dell'Alfa Romeo termina a metà degli anni Trenta. La Casa italiana è in difficoltà economiche e, contemporaneamente, in Germania Adolf Hitler vede la vittoria nelle competizioni come uno strumento di propaganda. Mercedes Benz e Auto Union investono cifre enormi nelle corse e sfornano monoposto dalle prestazioni incredibili. La lotta è impari, ma al Gran Premio di Germania del 1935, Nuvolari compie il miracolo. Alla partenza Mercedes Benz presenta cinque vetture W-25, al volante di campioni del calibro di Von Brauchistch e di Caracciola. Auto Union quattro monoposto con motore centrale a 16 cilindri condotte da Stuck, Rosemayer, Varzi e Pietsch. Contro di loro Ferrari può schierare solo tre vecchie P3. Le prestazioni sono nettamente inferiori, ma sul difficilissimo circuito del Nurburgring  l'uomo fa la differenza e Nuvolari vince incredibilmente di fronte a 300 mila spettatori tedeschi. Una gara entrata nella leggenda dell'automobilismo.

 

TazioNuvolari1936



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