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Una Jeep insolita

Settant'anni fa la Willys lancia un nuovo modello destinato al mercato civile. Si chiama Jeepster e, pur richiamando nel frontale la MB della guerra, è una cabriolet sportiveggiante. Avrà vita breve, per poi rinascere negli anni Sessanta con il nome Jeepster

Mer 7 febbraio 2018


Dopo la Seconda Guerra Mondiale, terminata la produzione della MB militare, la Willys Overland punta al mercato civile. La CJ-2 (la siglia CJ sta per "Civil Jeep", ma in pratica è la MB) ha un buon successo presso gli agricoltori, i proprietari di ranch e chi vive lontano dalla civiltà: dalle Montagne Rocciose ai deserti del Sud-Ovest degli Stati Uniti. Si tratta, però, di un mercato di nicchia. Quello che ci vuole è una gamma di prodotti pensati per un pubblico più vasto. Nascono così i modelli Station Wagon, Truck e all'inizio del 1948 compare la Jeepster. Sicuramente la Jeep più insolita e originale.

In pratica la Jeepster è un ibrido fra il classico fuoristrada e una cabriolet sportiva. Il frontale richiama quello della MB, ma è, insieme con il motore Go-Devil, l'unico punto di contatto con la progenitrice. Presto al piccolo, affidabile, ma poco potente quattro cilindri si affianca il sei cilindri Lightning, ma la prima Jeepster avrà vita di breve: tre anni in tutto, con poco meno di 20 mila esemplari venduti.

Jeepster Coomano1970

Fine dello storia? No. La Jeepster rinasce nel 1965, con ben quattro diversi tipi di carrozzeria (alla cabriolet si aggiungono la roadster, con carrozzeria aperta a due posti, la station wagon e il pickup), potenti motori a sei e a otto cilindri e con la trazione integrale. Che il vecchio modello non aveva.

Pensata per competere con i nuovi concorrenti che si chiamano Toyota Land Cruiser, Ford Bronco e International Scout, la Jeepster Commando resterà in produzione sino al 1973, per poi essere sostituita dalla SJ Cherokee, capostipite di una serie fortunata di modelli giunti sino a giorni nostri.



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